Area Bassanese

Nove

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La piccola cittadina di Nove vide a partire dal XIV secolo l’insediamento di diverse famiglie, grazie alla sua posizione strategica sul Brenta che permetteva di sfruttare le sue acque per alimentare i diversi mulini. Nei tempi antichi, nell’odierna Piazza e nella parte orientale del paese, le acque del Brenta e dei suoi affluenti scaricavano le masse di detriti che portavano al loro interno; la fornitura da parte del fiume di pietrame veniva poi utilizzata sia per l’edilizia che per la produzione di calce.

A inizio Settecento iniziò la produzione ceramica. A favorire questa produzione furono senz’altro la presenza nel sottosuolo di argilla e caolino e la possibilità di sfruttare le acque del Brenta per il trasporto di prodotti finiti e di legname. Nel 1727 Giovanni Battista Antonibon aprì a Nove quella che sarebbe diventata la più importante fabbrica di ceramiche della Repubblica Veneta, produzione tutt’ora attiva. All’inizio dell’Ottocento le manifatture novesi rinunciarono alla produzione di lusso destinata ai nobili ormai decaduti, puntando invece su una più vasta clientela, alla quale si destinarono nuovi soggetti e nuove tecniche: nacquero così le ceramiche popolari.

Se questa particolare produzione vi stuzzica e vi interessa, con il nostro itinerario “Nove, storie di terre e di mulini” potrete passeggiare tra gli antichi mulini e vedere con i vostri occhi la forza prorompente del Brenta.